Ciclone Abraham, la Viola a tappeto

Ciclone Abraham, la Viola a tappeto

La Roma di Mou inizia il suo campionato col piede giusto, stendendo all'Olimpico la Fiorentina per 3 reti a 1. Grande protagonista della serata è subito Tammy Abraham, autore di una prestazione superlativa, con due assist e un colpo di testa finito sulla traversa, okltre ad aver provocato l'espulsione del portiere viola. Eroe della serata anche Jordan Veretout, ma per il francese non è una novità, così come Mikitaryan, autore della prima rete. Non bene Zaniolo, in evidente stato precario di condizione. Ma veniamo alla cronaca: 

 
SUPER TAMMY—   E’ lui, come detto, a far espellere Dragowski (Pairetto molto severo in tutte le decisioni), a cui va via in velocità dopo poco più di un quarto d’ora. Il portiere viola è costretto a fermarlo con le cattive, l'arbitro va sul rosso diretto e al suo posto entra Terracciano, con Italiano che toglie Callejon e ridisegna la Fiorentina passando dal 4-3-3 al 4-3-2. Con Castrovilli in panchina, è Gonzalez il più attivo della Viola ma è la Roma a passare in vantaggio al 26’: Vlahovic perde palla, Abraham vede Mkhitaryan, bravo a tagliare in mezzo e a segnare il primo gol dell’anno dopo che il Var giudica regolare la sua posizione. La Fiorentina prova a farsi vedere dalle parti di Rui Patricio ma Abraham è in serata di grazia e nessuno riesce a tenerlo. Ci provano Pulgar e Bonaventura, l’inglese scappa via ogni volta che può e sembra trovarsi benissimo nel 4-2-3-1 giallorosso.
 
Allo scadere del primo tempo Zaniolo viene ammonito per un brutto fallo su Gonzalez ed è un giallo che pesa perché al 52’ ne arriva un altro (ingenuità sempre su Gonzalez) e Nicolò lascia la Roma in dieci, ristabilendo la parità numerica. E’ il momento peggiore per la squadra di Mourinho: la Fiorentina prende coraggio e al 60’ arriva il pari di Milenkovic: cross di Pulgar, Abraham e Mancini vanno su Vlahovic, Milenkovic ne approfitta (Cristante lo perde in marcatura) e batte Rui Patricio.
ELDOR RISPONDE—   Il gol subìto sveglia la Roma che va vicina al pareggio con una traversa di Abraham, di testa, quasi perfetto nello sfruttare un sombrero di Pellegrini su Biraghi. Al 64’ Pairetto annulla un gol a Veretout per fuorigioco di Abraham: nuovo controllo al Var e nuovo semaforo verde per la Roma perché l’inglese è partito in posizione regolare. Abraham esce qualche minuto dopo, anche per un indurimento al flessore, - al suo posto Shomurodov - e i 27mila dell’Olimpico gli riservano un minuto netto di applausi e standing ovation. Meritatissima, per come ha giocato, per come ha fatto squadra, per come ha rincorso gli avversari dopo una settimana sull’ottovolante, passata a fare su e giù tra Italia e Inghilterra per concludere il trasferimento. Vinto, almeno stasera, il duello con l’altro golden boy Vlahovic, che si è fatto notare solo al 55’ per una girata con cui ha impegnato Rui Patricio. Poco, troppo poco per un giocatore del suo talento. Talento che invece mette di nuovo in mostra Eldor Shomurodov che regala, dopo una giocata spettacolare a Veretout il gol del 3-1. L’ex Genoa si libera di potenza di Castrovilli e indovina il corridoio giusto per il francese, bravo ad inserirsi e a siglare la doppietta personale. Senza esultare, visto il passato a Firenze. Esultano eccome, invece, i romanisti, che salutano l’Olimpico applaudendo ancora Abraham che risponde mandando baci a tutto lo stadio. L’amore è già scoppiato.
SUPER TAMMY—   E’ lui, come detto, a far espellere Dragowski (Pairetto molto severo in tutte le decisioni), a cui va via in velocità dopo poco più di un quarto d’ora. Il portiere viola è costretto a fermarlo con le cattive, l'arbitro va sul rosso diretto e al suo posto entra Terracciano, con Italiano che toglie Callejon e ridisegna la Fiorentina passando dal 4-3-3 al 4-3-2. Con Castrovilli in panchina, è Gonzalez il più attivo della Viola ma è la Roma a passare in vantaggio al 26’: Vlahovic perde palla, Abraham vede Mkhitaryan, bravo a tagliare in mezzo e a segnare il primo gol dell’anno dopo che il Var giudica regolare la sua posizione. La Fiorentina prova a farsi vedere dalle parti di Rui Patricio ma Abraham è in serata di grazia e nessuno riesce a tenerlo. Ci provano Pulgar e Bonaventura, l’inglese scappa via ogni volta che può e sembra trovarsi benissimo nel 4-2-3-1 giallorosso.
 
Allo scadere del primo tempo Zaniolo viene ammonito per un brutto fallo su Gonzalez ed è un giallo che pesa perché al 52’ ne arriva un altro (ingenuità sempre su Gonzalez) e Nicolò lascia la Roma in dieci, ristabilendo la parità numerica. E’ il momento peggiore per la squadra di Mourinho: la Fiorentina prende coraggio e al 60’ arriva il pari di Milenkovic: cross di Pulgar, Abraham e Mancini vanno su Vlahovic, Milenkovic ne approfitta (Cristante lo perde in marcatura) e batte Rui Patricio.
ELDOR RISPONDE—   Il gol subìto sveglia la Roma che va vicina al pareggio con una traversa di Abraham, di testa, quasi perfetto nello sfruttare un sombrero di Pellegrini su Biraghi. Al 64’ Pairetto annulla un gol a Veretout per fuorigioco di Abraham: nuovo controllo al Var e nuovo semaforo verde per la Roma perché l’inglese è partito in posizione regolare. Abraham esce qualche minuto dopo, anche per un indurimento al flessore, - al suo posto Shomurodov - e i 27mila dell’Olimpico gli riservano un minuto netto di applausi e standing ovation. Meritatissima, per come ha giocato, per come ha fatto squadra, per come ha rincorso gli avversari dopo una settimana sull’ottovolante, passata a fare su e giù tra Italia e Inghilterra per concludere il trasferimento. Vinto, almeno stasera, il duello con l’altro golden boy Vlahovic, che si è fatto notare solo al 55’ per una girata con cui ha impegnato Rui Patricio. Poco, troppo poco per un giocatore del suo talento. Talento che invece mette di nuovo in mostra Eldor Shomurodov che regala, dopo una giocata spettacolare a Veretout il gol del 3-1. L’ex Genoa si libera di potenza di Castrovilli e indovina il corridoio giusto per il francese, bravo ad inserirsi e a siglare la doppietta personale. Senza esultare, visto il passato a Firenze. Esultano eccome, invece, i romanisti, che salutano l’Olimpico applaudendo ancora Abraham che risponde mandando baci a tutto lo stadio. L’amore è già scoppiato.